Lo standstill negli appalti pubblici è il periodo tra l’aggiudicazione e la stipula del contratto. Per chi ha vinto non è un tempo d’attesa, ma la finestra in cui prepararsi a firmare. La stazione appaltante può chiedere la garanzia definitiva e altri documenti con pochi giorni di preavviso. Chi comincia a raccoglierli solo allora rischia di arrivare in ritardo.

Che cos’è lo standstill e quanto dura
L’articolo 18, comma 3, del D.Lgs. 36/2023 fissa il termine dilatorio. Il contratto non può essere stipulato prima di 32 giorni dall’invio dell’ultima comunicazione del provvedimento di aggiudicazione. Prima del correttivo, il D.Lgs. 209/2024, i giorni erano 35.

Il termine non si applica in quattro casi. Il primo è quello di una sola offerta presentata o ammessa, senza impugnazioni pendenti. Gli altri sono gli appalti basati su un accordo quadro, quelli specifici basati su un sistema dinamico di acquisizione e i contratti sotto le soglie europee. Se il ricorso contro l’aggiudicazione è accompagnato da un’istanza cautelare, il comma 4 vieta la stipula fino al provvedimento cautelare di primo grado.

Perché lo standstill è la fase più sottovalutata
Dall’esterno sembra una pausa. In pratica la stazione appaltante verifica i requisiti e prepara il contratto, poi chiede all’aggiudicatario ciò che serve per firmare. Il termine è spesso breve, anche di sette giorni, e lo indica la lettera di richiesta. Chi aspetta quella lettera per attivare banca, assicurazione e uffici trova i tempi troppo stretti. È qui che nascono i ritardi evitabili.

Cosa preparare prima che arrivi la richiesta
Si parte dalla garanzia definitiva, disciplinata dall’articolo 117 del D.Lgs. 36/2023. Serve conoscere in anticipo l’importo, le eventuali riduzioni e i tempi di chi la emette. Si aggiungono le polizze richieste dal capitolato e la regolarità contributiva. Servono poi i dati del conto dedicato per la tracciabilità dei flussi finanziari, prevista dalla legge 136/2010, e gli altri documenti elencati nel disciplinare.

L’elenco esatto dipende dalla lex specialis di ciascuna gara. La prima azione è rileggere il disciplinare e costruire la lista di ciò che verrà richiesto. Ogni voce ha un responsabile interno e una data.

Gli accordi quadro: dove le aziende si trovano impreparate
Per gli appalti basati su un accordo quadro il Codice non prevede il termine dilatorio. Chi è abituato alle aggiudicazioni singole, dove lo standstill concede qualche settimana, qui non ha lo stesso margine. Le aziende che partecipano ad accordi quadro dovrebbero avere garanzie, polizze e documenti pronti già all’aggiudicazione. Non conviene attendere la prima richiesta operativa.

Se la stipula non arriva
Il comma 5 dell’articolo 18 considera il caso in cui il contratto non sia stipulato nei termini per colpa della stazione appaltante. L’aggiudicatario può far constatare il silenzio inadempimento oppure sciogliersi dal vincolo con atto notificato. Non ha diritto a indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali. La tutela esiste, ma si esercita solo dopo aver fatto tutto ciò che spettava nei tempi giusti.

All’attesa tra l’aggiudicazione e la firma, e a come la mente la riempie, ho dedicato il capitolo 21 del saggio Psicologia degli Appalti, “Lo standstill e la psicologia dell’attesa finale”.

Leggi anche: Aggiudicazione efficace: la vera conclusione di una gara d’appalto e Dichiarazione sull’uso dell’IA nell’offerta tecnica: cosa cambia dopo le delibere ANAC 148 e 153.

Domande frequenti sullo standstill
Quanto dura lo standstill negli appalti pubblici?
Il termine dilatorio dell’articolo 18, comma 3, del D.Lgs. 36/2023 è di 32 giorni dall’invio dell’ultima comunicazione dell’aggiudicazione. Prima del correttivo (D.Lgs. 209/2024) era di 35 giorni.

Quando lo standstill non si applica?
Non si applica con una sola offerta presentata o ammessa e senza impugnazioni pendenti, né negli appalti basati su un accordo quadro e in quelli specifici basati su un sistema dinamico di acquisizione. Resta escluso anche per i contratti sotto le soglie europee.

Cosa deve preparare l’aggiudicatario durante lo standstill?
La garanzia definitiva dell’articolo 117 del D.Lgs. 36/2023, le polizze richieste dal capitolato e la regolarità contributiva. Servono anche i dati per la tracciabilità dei flussi finanziari e gli altri documenti del disciplinare. L’elenco esatto dipende dalla gara.

Quanto tempo ha l’aggiudicatario per rispondere alla stazione appaltante?
Lo stabilisce la lettera di richiesta e spesso è di pochi giorni. Per questo la raccolta dei documenti va avviata prima che la richiesta arrivi.

Cosa succede se la stazione appaltante non stipula il contratto?
Se il ritardo dipende dalla stazione appaltante, l’aggiudicatario può far constatare il silenzio inadempimento oppure sciogliersi dal vincolo con atto notificato. Non ha diritto a indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali (articolo 18, comma 5).

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Moreno Mariani è autore del saggio Psicologia degli Appalti e consulente di offerte tecniche OEPV nei servizi. Ha oltre trentacinque anni di esperienza in contesti complessi, tra funzioni commerciali, di sicurezza, di qualità e di direzione operativa, come COO con deleghe alla direzione commerciale e del personale; dal 2017 guida Mariani Group.

Fonti

D.Lgs. 36/2023, art. 18 (Brocardi); D.Lgs. 36/2023, art. 117; D.Lgs. 209/2024; legge 136/2010. Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la lettura del testo vigente e della documentazione di gara.