Il TAR Liguria, con sentenza del 29 aprile 2026, ha chiarito un punto che genera ancora molti ricorsi inutili: nelle gare OEPV con confronto a coppie, ricevere punteggio zero su un criterio tecnico non significa che la tua offerta era inadeguata. Significa che le altre erano migliori. La differenza, per un operatore economico, è enorme prima di decidere se impugnare.

A cura di Moreno Mariani, consulente OEPV  |  Fonte: TAR Liguria, Sez. II, 29.04.2026, n. 543  |  Lettura: 7 minuti

Massima della sentenza

Nelle gare OEPV con metodo del confronto a coppie, l’attribuzione di punteggio zero a un’offerta tecnica non costituisce giudizio di inammissibilità né di assoluta inadeguatezza. È la conseguenza fisiologica della natura comparativa del giudizio: esprime la maggiore preferenza accordata alle altre offerte, non un giudizio negativo sull’offerta che lo riceve. La censura contro l’assegnazione dello zero non supera la prova di resistenza se, anche rideterminando il punteggio, la graduatoria finale non cambierebbe.

TAR Liguria, Sez. II, 29 aprile 2026, n. 543

Cos’è il confronto a coppie nelle gare OEPV

Cos’è esattamente il confronto a coppie e quando si usa nelle gare pubbliche?

Il confronto a coppie è uno dei metodi previsti dall’Allegato II.12 al D.Lgs. 36/2023 per attribuire i punteggi tecnici nelle gare con criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Invece di assegnare un voto assoluto a ciascuna offerta, la commissione confronta ogni offerta con tutte le altre, una alla volta, indicando quale delle due è preferibile per ciascun criterio di valutazione.

Il risultato finale di ogni concorrente dipende quindi da quante preferenze ha accumulato nel confronto diretto con gli altri. Non esiste un punteggio in senso assoluto: esiste solo una graduatoria relativa. Questo metodo viene usato di norma quando la valutazione tecnica ha un peso elevato e i criteri richiedono un giudizio qualitativo che mal si presta a una scala numerica predefinita.

Perché questo metodo genera così tanti ricorsi?

Perché il risultato finale può sembrare controintuitivo. Un operatore economico che ha presentato una buona offerta tecnica, con esperienze solide e un team qualificato, può comunque ritrovarsi con punteggi bassissimi, anche zero, se gli altri concorrenti erano oggettivamente più forti su quei criteri specifici.

La reazione naturale è pensare che qualcosa non quadri. Ma spesso il problema non è nella valutazione della commissione: è che l’offerta, per quanto buona in assoluto, era meno competitiva di quelle degli altri partecipanti su quegli specifici elementi richiesti dal capitolato. Il confronto a coppie rende questo distacco visibile in modo molto netto.

Il punteggio zero nel confronto a coppie: cosa ha deciso il TAR Liguria

Il TAR Liguria ha stabilito che il punteggio zero è sempre legittimo nel confronto a coppie?

Non esattamente sempre, ma ha chiarito che il punteggio zero è un esito fisiologico di questo metodo di valutazione, non una sanzione. La commissione giudicatrice, nel confronto diretto tra due offerte, può esprimere una preferenza netta per una delle due. Quando questo accade su tutti i confronti per un determinato criterio, il concorrente meno preferito accumula zero preferenze e ottiene punteggio zero su quel sub-criterio.

Il TAR ha citato espressamente l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 14 dicembre 2022, n. 16, secondo cui un punteggio alto testimonia il gradimento della commissione per le soluzioni proposte da un candidato rispetto agli altri, mentre una valutazione bassa è conseguenza della scarsa attrattività della proposta non in sé, ma rispetto a quelle dei concorrenti. Lo zero, in questa logica, non è un bocciatura: è l’ultimo posto nel confronto comparativo.

«Il punteggio zero nel confronto a coppie non è una bocciatura. È l’ultimo posto in una classifica relativa. La differenza non è solo semantica: cambia tutto nel momento in cui si valuta se impugnare o no.»

Il disciplinare deve prevedere una clausola specifica per permettere l’assegnazione dello zero?

No. Questo è uno dei punti più importanti della sentenza. Nel caso esaminato dal TAR Liguria, la ricorrente sosteneva che il punteggio zero potesse essere assegnato solo nei casi espressamente previsti dal disciplinare, ovvero quando la commissione accertava la falsità delle informazioni dichiarate dall’operatore. Il TAR ha respinto questa interpretazione.

La commissione può assegnare punteggio zero anche al di fuori delle ipotesi sanzionatorie del disciplinare, ogni volta che quel risultato emerge naturalmente dal confronto comparativo tra offerte. Non servono clausole aggiuntive: il metodo stesso lo prevede strutturalmente.

La prova di resistenza: quando il ricorso non ha senso

Cos’è la prova di resistenza e perché è decisiva prima di impugnare?

La prova di resistenza è un calcolo che ogni operatore economico dovrebbe fare prima di depositare un ricorso al TAR. Consiste nel chiedersi: anche se il giudice accogliesse la mia censura e rideterminasse quel punteggio in mio favore, la graduatoria finale cambierebbe? Riuscirei comunque a superare l’aggiudicatario?

Se la risposta è no, il ricorso è destinato ad essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse. Il giudice non annulla un’aggiudicazione se, anche correggendo l’errore denunciato, il ricorrente non avrebbe comunque vinto la gara. Nel caso della Diga foranea di Genova, il distacco tra il raggruppamento ricorrente e l’aggiudicatario era talmente ampio, 19,10 punti contro 96,54, che nessuna rideterminazione del punteggio avrebbe potuto cambiare l’esito.

Questo significa che impugnare un punteggio basso è sempre inutile?

No. Impugnare ha senso quando si superano due condizioni. Prima condizione: c’è un vizio reale e dimostrabile nella valutazione, non solo un disaccordo sul merito delle scelte tecnico-discrezionali della commissione. La giurisprudenza è costante nel ritenere che le valutazioni tecnico-discrezionali delle commissioni siano sindacabili solo quando sono manifestamente irragionevoli, illogiche o basate su un travisamento dei fatti.

Seconda condizione: anche correggendo quel vizio, il ricorrente avrebbe una concreta possibilità di risultare aggiudicatario. Se entrambe le condizioni sono soddisfatte, il ricorso ha un fondamento. Se manca anche solo una delle due, il rischio è perdere il ricorso e pagare le spese di lite, che in questo caso sono state liquidate in 15.000 euro complessivi a carico del ricorrente soccombente.

Consiglio operativo prima di impugnare
OE
Per gli operatori economici

Prima di impugnare un punteggio zero, calcola il distacco totale dalla prima classificata. Se, anche attribuendoti il massimo su quel criterio, non raggiungeresti l’aggiudicatario, il ricorso non supera la prova di resistenza e rischia di essere dichiarato inammissibile. Le spese di soccombenza possono essere significative.

CG
Per le commissioni giudicatrici

Lo zero è legittimo, ma deve emergere dalla compilazione tracciabile delle matrici di preferenza. Il verbale deve dimostrare che lo zero è il prodotto dei confronti diretti, non un giudizio assoluto di inadeguatezza. La motivazione deve essere leggibile e coerente con i descrittori del disciplinare.

Cosa impara un operatore economico da questa sentenza

Questa sentenza cambia qualcosa nel modo in cui un operatore dovrebbe costruire la sua offerta tecnica?

Indirettamente sì, e molto. La sentenza conferma che nelle gare con confronto a coppie il risultato dipende interamente dalla qualità relativa della tua offerta rispetto alle altre, non da un punteggio minimo da raggiungere. Non esiste una soglia di sufficienza: esiste solo una posizione nella classifica comparativa.

Questo significa che analizzare i concorrenti attesi è parte integrante della strategia di gara. Se sai che nella procedura partecipano operatori con esperienze specifiche molto più aderenti ai descrittori del disciplinare, costruire un’offerta genericamente buona non basta. Occorre capire su quali criteri puoi essere competitivo e su quali il distacco sarà difficile da colmare, per concentrare gli sforzi dove il confronto a coppie può darti un vantaggio reale. Se vuoi approfondire come si costruisce un’offerta tecnica su misura per le gare OEPV, leggi questo articolo.

La griglia di valutazione era indeterminata, come sosteneva la ricorrente?

Il TAR ha risposto no. La ricorrente contestava il fatto che il disciplinare non fosse sufficientemente dettagliato nei criteri di valutazione, lasciando alla commissione un potere discrezionale eccessivo. Il TAR ha ritenuto che i descrittori contenuti nel disciplinare, pur non essendo particolarmente analitici, fossero sufficienti a circoscrivere la discrezionalità della commissione, anche perché esprimevano preferenze specifiche per determinate tipologie di esperienze pregresse.

Per gli operatori economici questo è un segnale importante: non basta che i criteri sembrino vaghi per contestarli con successo. Il giudice legge i descrittori nel loro complesso e valuta se la commissione aveva strumenti sufficienti per orientare la valutazione. Criteri generici non sono automaticamente criteri illegittimi.

Hai ricevuto un punteggio basso in una gara OEPV e stai valutando se impugnare? Analizziamo insieme i verbali e calcoliamo la prova di resistenza prima che tu decida.

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