Coronavirus blocco licenziamenti e la Crisi del Commerciale, Procacciatori, rappresentanti ed Agenti di Commercio diventano solo termini desueti quando non è stata creata a monte un adeguata struttura di supporto.

Ristrutturare e Ripartire, con una nuova mentalità ed investendo in sviluppo di vere Reti Vendita.

Perché prevediamo questo, cosa c’entra  il  Coronavirus blocco licenziamenti e la Crisi del Commerciale ?

Il blocco dei licenziamenti previsto dal Governo Draghi prevedeva due scadenze distinte:

– al 30 giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria (soprattutto industria ed edilizia);

– al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziario).

Ipotesi di Proroga. Il fermo, stabilito d’urgenza dal governo Conte nel febbraio 2020 contro la crisi Covid 19, è scaduto per la maggior parte delle imprese il 30 giugno

Nelle ultime settimane si discuteva su di una possibile proroga: favorevoli i sindacati, ovviamente contrarie le imprese.

Nel decreto Sostegni bis, arrivato in Consiglio dei ministri il 20 maggio, arriva a sorpresa una norma che proroga il blocco dei licenziamenti “solo” nella grande industria alla fine di agosto, ma soprattutto per le imprese che chiederanno la cassa Covid entro il 30 giugno.

Ribadiamo decisione a sorpresa, perché nelle bozze che circolavano nei giorni precedenti della norma non c’era traccia; il ministro del Welfare Orlando avrebbe portato la proposta in Consiglio dei Ministri senza prima discuterne con le parti sociali.

Riassumendo:

se una impresa chiede la CIG Covid-19 entro fine giugno si vedrebbe prorogare il blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto.

se dal primo luglio una società utilizzasse la cassa ordinaria non pagherebbe le addizionali ma non potrebbe licenziare mentre utilizza la Cassa Integrazione

Situazione: Confindustria non la prende bene e contesta la norma nel metodo e nel merito.

L’associazione guidata da Bonomi comunica attraverso il Sole 24 Ore che la norma (e la proroga) non è mai stata discussa in riunioni ufficiali e non se ne sapeva nulla fino all’annuncio; Confindustria ne chiede la cancellazione, il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada ,dichiara: “Siamo rimasti sorpresi dalla proroga del blocco dei licenziamenti inserita nel nuovo decreto Sostegni bis in netta contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso ministro Orlando pochi giorni fa, anche in occasione della sua visita, lo scorso lunedì, in Assolombarda, quando avevamo condiviso il termine del 30 giugno per consentire alle aziende di ripartire ora che la situazione sanitaria è in grande miglioramento, grazie anche alla campagna vaccinale”.

D’altro canto, i sindacati giudicano il nuovo termine assolutamente insufficiente e chiedono un rinvio generalizzato al 31 ottobre. ”.

Per evitare spaccature nella maggioranza, il ministero del Lavoro dichiara: “La norma è stata discussa e approvata all’unanimità dal Consiglio” aspettando la pubblicazione del testo ufficiale decreto, al premier Draghi tocca una difficile mediazione.

Ma chi sono i lavoratori a rischio:

Da una analisi comparativa dei dati risultanti dal Rapporto congiunto prodotto dal ministero del Lavoro con Inps, Anpal, Istat, Inail, Osservatorio Inps sul precariato e l’ultimo Bollettino di Bankitalia.

Nel periodo che va dal 1 luglio al 1 novembre 2021 i lavoratori a rischio licenziamento sarebbero un numero compreso tra 60.000 e 100.000.

Secondo, invece, una analisi compiuta dal UpB (Ufficio Parlamentare di Bilancio) inserita nella “Memoria sul DDL AS 2144 di conversione del DL 22 marzo 2021, n. 41 (decreto Sostegni)” dell’8 aprile 2021, sarebbero i100.000 i lavoratori a rischio, soprattutto quelli che hanno subito uno stop dell’attività lavorativa per almeno 6 mesi indipendentemente dal settore.

Per questa analisi nel 2020 sarebbero 300.000 i mancati licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per motivazioni economiche, compensati da quasi un milione e mezzo di mancate attivazioni di contratti di lavoro.

L’analisi dell’UpB sottolinea che “, il saldo tra le cessazioni di posizioni di lavoro subordinato per tutte le causali (non solo la motivazione economica) e le corrispondenti attivazioni è stato negativo per oltre 241.000 soggetti nel 2020, mentre era stato positivo per oltre 180.000 nel 2019”.

Ed ora si parte, dal 1° Luglio sono iniziati i licenziamenti collettivi:

https://www.linkedin.com/posts/moreno-mariani-0b67a6174_la-gianetti-ruote-chiude-152-operai-licenziati-activity-6817547038230618112-lM5P

Coronavirus  blocco licenziamenti e la Crisi del Commerciale

Le Reti Vendita con lavoratori dipendenti saranno le prime a soffrire, mai come oggi è necessario investire e pianificare nel Marketing, nell’attività SEO ma soprattutto nella creazione di efficaci politiche commerciali con orizzonti temporali adeguati.

Le Aziende che continueranno ad affidarsi a politiche di Marketing di tipo padronale, dove il titolare assume la funzione od influenza la Direzione Commerciale sono destinate a non essere parte del New Deal.

Procacciatori, Segnalatori, Rappresentanti ed Agenti di Commercio diventano solo termini desueti quando non è stata creata a monte un adeguata struttura di supporto.

Ristrutturare e Ripartire, con una nuova mentalità ed investendo in sviluppo di vere Reti Vendita; solo con una adeguata visione ed affidandosi a seri professionisti le aziende riusciranno a ripartire veramente.

Coronavirus e blocco licenziamenti la Crisi del Commerciale; rispondere con Formazione, Comunicazione, Project Management e soprattutto adeguati investimenti.